
HANK JOHNSON’S RESEARCH JOURNAL
Oggetto: Obiettivi in Egitto
ID voce: vvfmchncirqlbfpmzlosloqwmnqlnx
In viaggio verso Dahshur[ Documento “sovrapposto”]
23 agosto
Ho trascorso gli ultimi anni con gli Azmati, una tribù straordinaria la cui comprensione dell’XM è più profonda di qualsiasi altra che abbia incontrato. Non sono solo studenti delle forze invisibili che governano la nostra realtà: sono i suoi amministratori. Per millenni, sono stati custodi della conoscenza e di un delicato gioco di Caos e Ordine. Per gli Azmati, l’equilibrio non è un ideale da ricercare. È invece il risultato di un’azione che incontra la resistenza, di scelte che si scontrano con l’opposizione, creando un equilibrio naturale.
La loro più grande carica era un Artefatto che posso solo descrivere come un frammento di puro freddo nero. Codificato con glifi, l’Artefatto rappresenta l’Ordine e la Morte: una forza che ferma il Caos, congelandolo nella sua permanenza. Ma gli Azmati avvertono che non è un dono. La stabilità che porta ha un costo: soffocare la creatività, il rinnovamento e la crescita. Di anziano in anziano, è stata trasmessa un’unica istruzione: Assicurarsi che questo Artefatto rimanga sempre inattivo.
Le sequenze di glifi legate a questo artefatto hanno origine in antichi siti egizi, dove si venerava Ma’at, la dea dell’equilibrio cosmico. Gli Azmati ritengono che questi glifi siano degli avvertimenti: L’ordine senza il caos è stagnazione – esistenza senza movimento. Per secoli hanno salvaguardato l’Artefatto, assicurandosi che il potere stabilizzante non venisse mai liberato.
Ma anche i guardiani più vigili non sono immuni dalle forze da cui proteggono. Anni prima del mio arrivo, l’Artefatto fu rubato. Mercenari – gli anziani Azmati ritengono che fossero agenti dell’IQTech – si sono introdotti nel loro sacro caveau. Quando lo seppi per la prima volta durante il mio soggiorno con loro, vidi il peso del loro fallimento riflesso nei loro occhi. Hanno parlato del furto non solo come di una violazione della sicurezza, ma come di un’ondata di squilibrio che potrebbe estendersi alla realtà stessa. Temevano cosa sarebbe potuto accadere se l’Artefatto fosse stato usato in modo improprio, temevano il suo potere di far precipitare l’esistenza in un ordine senza vita.
[Fine del documento incollato]
TIMESTAMP: 088067070052053080082069083069078084057054053067086
Makoto e io siamo arrivati in Egitto una settimana fa. Abbiamo seguito una scia di anomalie XM fino a un sito oscuro non lontano da Dahshur, dove si sono intensificate le segnalazioni di attività insolite del Portale. Gli Azmati che conoscevo un tempo sono diminuiti: il tempo ha eroso il loro numero e il loro senso dello scopo si è affievolito. Tuttavia, hanno accettato di aiutarci. Le loro voci tremano quando parlano del ritorno dell’Artefatto in questa terra, come se temessero la sua presenza più della sua assenza.
Makoto ha identificato la fonte del segnale: una struttura IQTech nascosta sotto le rovine di un’antica installazione militare. Lì, l’Artefatto è stato sottoposto a esperimenti che ne amplificano la risonanza, utilizzando l’architettura delle piramidi come una sorta di antenna. Gli Azmati hanno parlato di una donna che potrebbe aiutarci a infiltrarci nel laboratorio. È arrivata da loro non molto tempo fa, attirata dalle Anomalie. La descrivono come un’incarnazione del potere dell’Artefatto, una donna la cui presenza è allo stesso tempo familiare ed estranea.
Se gli Azmati ci guideranno, se riusciremo a ottenere l’aiuto di questa donna, potremo ancora recuperare l’Artefatto e fermare le Anomalie. Ma non riesco a scrollarmi di dosso il peso del fallimento degli anni trascorsi con gli Azmati. La loro filosofia mi ha insegnato che l’equilibrio non si raggiunge, ma si combatte. Nasce dalla lotta tra scelte e conseguenze. Spero solo di poter fare le scelte giuste ora.
Chi è la donna di cui parla Hank? Potrebbe essere Akira Tsukasa dell’universo Rubicon visto che loro stavano seguendo le anomalie. Se è un’incarnazione del potere dell’artefatto questo potrebbe spiegare perchè i portali diventano rossi se lei vi interagisce. Oppure potrebbe essere Akira Tsukasa dell’universo Anime visto che gli Azmati affermano che è arrivata molto tempo fa… L’akira Tsukasa con i capelli bianchi oppure quella con i capelli neri? L’incarnazione del Caos oppure quella dell’Ordine? Questa cosa è veramente affascinante perchè se abbiamo imparato che ogni ricercatore del Magnus è associato a un artefatto primario e a un archetipo forse Akira è associata a un nuovo artefatto che si sovrappone agli altri 13 con una dualità capace di unire in qualche modo i due mondi.

MNEMOSYNE
[Diario di ricerca – Progetto ewrtshreizqrvpex]
Oggetto: Influenza di XM sulla riabilitazione cognitiva
Autore: Dr. Maha Corvus
Stato: Confidenziale
Ricordo una mattina verso la fine. Mio padre era seduto a tavola e si fissava le mani come se contenessero un segreto che non riusciva ad afferrare. Quando gli parlai, i suoi occhi incontrarono i miei, nitidi e chiari solo per un momento. Disse: “L’ho capito”. La speranza nella sua voce mi bloccò… non sapevo cosa dire. Prima ancora che potessi rispondere, la nebbia lo inghiottì di nuovo e i suoi occhi divennero distanti. Quel momento mi ha perseguitato. Non fu l’assenza a farmi più male. È stato l’attimo fugace in cui l’ho avuto di nuovo con me e poi è sparito. Ancora oggi. Mi chiedo quali risposte avesse trovato, e le tenesse a pochi centimetri dalla sua morte. Mi manca.
Oggi, la mente di Devra Bogdanovich mi ricorda quel momento. Giace qui, respira ma è irraggiungibile, i suoi pensieri sono chiusi dietro un muro che non riesco a vedere e tanto meno a sfondare. Ma mi rifiuto di accettare che questa sia la fine. Mentre i medici mi dissero che mio padre era perduto e che i loro sforzi erano terminati, io vedo Devra come un inizio, un puzzle in attesa di essere risolto.
Ho introdotto impulsi XM accuratamente calibrati nei suoi percorsi neurali, attingendo ai modelli di risonanza osservati nei portali colpiti dal fenomeno MACHINA. Questi schemi sono diversi da qualsiasi cosa abbia mai visto prima. Indicano il potenziale dell’XM di sbloccare ciò che la natura non è in grado di fare: riassemblare i percorsi neurali, forse anche risvegliare la coscienza. I risultati sono affascinanti: l’attività delle sue onde cerebrali mostra esplosioni irregolari di struttura, come se il caos cedesse brevemente il passo alla chiarezza. Non sono casuali. Riflettono uno schema, una struttura che credo possiamo guidare.
Immaginate cosa potrebbe significare. Uno strumento per riparare ciò che il tempo e la natura hanno rotto. Un modo per ripristinare la memoria, l’identità, persino se stessa. Capisco che qualcuno possa definirlo avventato. Ma non fare nulla sarebbe la vera crudeltà. Abbiamo il dovere di andare avanti, di scoprire. Se XM ha questo potenziale, come possiamo rifiutare?
Hank mi ha mandato un messaggio questa mattina. Mi ha accennato che sta inseguendo qualcosa di importante, anche se non abbiamo voluto dire molto di più. L’ho incoraggiato a continuare, a lasciarsi andare a un quadro più ampio. È un uomo gentile, guidato da una forte bussola morale. Se vogliamo davvero sfruttare l’XM, abbiamo bisogno di menti come la sua, capaci di vederne il potenziale illimitato. Caos e ordine, due facce della stessa medaglia: non si tratta solo di fermare le anomalie. Si tratta di rimodellare ciò che è possibile.
La mia ricerca mi ha portato in luoghi inaspettati. Gli schemi delle anomalie XM suggeriscono connessioni più profonde, sistemi di equilibrio che solo ora iniziamo a intravedere. Artefatti come quello che Hank sta cercando potrebbero contenere la chiave per comprendere questi sistemi, il loro caos e il loro ordine. Se il mio lavoro con Devra mi ha insegnato qualcosa, è che l’XM non si limita a rivelare, ma rimodella. E questo rimodellamento potrebbe significare la differenza tra la vita e la morte.
Devra si è mossa oggi. Solo la sua mano, per un momento. È stato piccolo, ma sufficiente. Abbastanza per ricordarmi che le risposte sono più vicine di quanto pensiamo.
[Fine del diario]
Una considerazione da fare dopo questo intel è sicuramente quella della funzione: quello che sta facendo Maha Corvus non è molto diverso da quello che che facevano le Monete di Ricorsione (anche chiamate lacrime di mnemosine): risonanza e pattern per riportare le memorie nei simulacri. Non credo che Devra al momento sia un simulacro, come non lo era Akira perchè non faceva parte del magnus, quindi la cosa diversa è proprio il riuscire ad applicare meccaniche che prima erano un’esclusiva del magnus a qualsiasi persona in carne ed ossa. Una seconda considerazione è sulla natura dei nuovi portali rossi nell’universo Anime, se effettivamente il loro artefatto non interagisce con la DarkXM questo non vuol dire che anche il nostro non lo faccia, proprio prchè quello dell’anime è legato all’ordine e alla morte che ne deriva mentre il nostro è legato al caos e alla vita che ne deriva (e la Dark XM è anche chiamata ChaoticXM).

iqTECH
[Diario di ricerca di emergenza – Progetto REDACTED]
Oggetto: Interruzione dell’amplificazione degli artefatti XM
Autore dell’inserimento: Dr. Akira Tsukasa
Stato: Rapporto sull’incidente criticoL’Artefatto è sparito. Rubato.
La violazione è avvenuta alle 03:17 UTC. I feed di sicurezza hanno ripreso un gruppo che si è infiltrato nel perimetro del laboratorio, aggirando diversi protocolli di sicurezza. Il loro capo era una donna che… era me. Il filmato è innegabile. Si è mossa nella struttura con una precisione che conosco bene: calma, efficiente, metodica. Ha replicato la mia autorizzazione biometrica. In qualche modo, lei è me.
Non riesco a decidere cosa mi turbi di più: il furto in sé o la consapevolezza che questa “altra me” esiste e si oppone a me. È chiaramente allineata con i mistici Azmati, a giudicare dalle vesti e dagli strumenti incisi a glifo portati da diversi membri del gruppo. E c’era un’altra figura, un uomo il cui volto posso quasi riconoscere dietro la maschera che indossava. Un accademico, forse? La sua presenza sembra fuori luogo qui, tra mistici e infiltrati.
I miei protocolli di risposta iniziali hanno bloccato il laboratorio e messo in sicurezza le apparecchiature non critiche, ma sono stato confinato nel mio alloggio prima di poter raggiungere la camera dell’Artefatto. Hanno aggirato ogni protezione con una facilità spaventosa. Non è stato casuale. È stato deliberato e preciso.
La rimozione dell’Artefatto ha già avuto un impatto sulla nostra ricerca. Le anomalie XM che stavamo studiando hanno cominciato a tornare ai livelli precedenti all’esperimento. Anni di lavoro sono stati cancellati in un istante. Senza l’amplificazione dell’Artefatto, le anomalie rimarranno dormienti, affascinanti ma inerti. Hanno preso più di un semplice Artefatto. Hanno rubato la chiave per sbloccare le verità più profonde di XM, per comprendere il suo potenziale di rimodellare non solo la realtà, ma anche il posto dell’umanità al suo interno.
E quest’altro me? Chi è? Come è arrivata qui e ora? E perché lo farebbe? Qualcuno che non sia già esperto di scienza quantistica potrebbe essere più turbato. Io sono solo frustrato dalla mancanza di risposte. Lei capisce chiaramente cosa rappresenta l’Artefatto, il suo potenziale, il suo significato. Allora perché prenderlo? Sa qualcosa che io non so? Cosa le dà il diritto di interrompere il mio lavoro, il mio progresso?
Ho sempre avuto fiducia nel processo di scoperta. Passi avanti attenti e iterativi. Un progresso costruito sulla comprensione. Eppure, vedere quest’altra versione di me stessa che rifiuta quel processo è… sconvolgente. Se non riesco a fidarmi di me stesso, di chi posso fidarmi?
C’è qualcosa di più grande in gioco. L’Artefatto può essere scomparso, ma il suo significato rimane. Mi riorganizzerò, mi adatterò e lo ritroverò. La prossima volta sarò pronto.
[Fine del rapporto]
03120216231211061721231125
Finalmente arriviamo al furto dell’artefatto, qualcosa che abbiamo già vissuto durante l’anomalia e ora possiamo capire come sono andate le cose. L’accademico potrebbe essere Hank, ora assieme ad Akira Rubicon e gli Azmati.

Cosa diavolo sta succedendo? Un intel redatto da Makoto a Persepolis con lo stesso identico testo di un precedente intel di Hank riguardo Machina? Che Makoto sia entrato in contatto con un qualche oggetto di Hank e avuto una visione delle sue memorie? Ma sarebbero così precise? Oppure Hank ha condivisto con lui queste note? In ogni caso perchè non citarne la fonte? Un’altra teoria però potrebbe essere che in qualche modo Hank e Makoto abbiamo “condiviso” questa memoria… Shared Memories?

Oggi Hank mi ha contattato. Dopo tutti questi anni, il suo messaggio era formale, educato, ma c’era qualcosa sotto: un’esitazione, una domanda che non era pronto a fare. Vuole il mio aiuto, anche se non ha fornito dettagli. È sempre stato così, parlava per enigmi quando pensava che ciò lo rendesse misterioso.
Non so perché ho risposto. Forse una parte di me voleva credere che l’Hank che conoscevo, l’uomo che condivideva sogni più grandi di noi, fosse ancora lì.
Ricordo la prima volta che ci siamo allontanati insieme, in un piccolo bazar polveroso di Alessandria. Non cercavamo nulla di particolare, stavamo solo camminando e parlando. Mi fece ridere quando cercò di contrattare per una tazza di tè, usando lo stesso fascino che aveva sempre pensato potesse fargli ottenere qualsiasi cosa. Il venditore si accorse di lui, ovviamente, e lo fece pagare il doppio.
Più tardi ci sedemmo sul lungomare, con il sole che tramontava sul Mediterraneo. Mi raccontò una storia su suo padre, che costruiva modelli di antiche rovine e disseminava piccoli misteri che Hank doveva trovare. Ha detto che è così che è iniziato tutto: il suo amore per la scoperta delle connessioni nascoste nella storia. “Il mondo è pieno di enigmi”, ha detto. “Dobbiamo solo trovare i pezzi”. Ha detto che il nostro è stato il suo primo bacio. Ancora non ci credo.
Gli dissi che aveva il dono di vedere schemi dove gli altri non riuscivano. Sorrise, ma sapeva che stavo nascondendo qualcosa. Avrei voluto parlargli della mia famiglia mentre ci avvicinavamo, dell’Artefatto che chiamiamo Fiamma e della responsabilità che comportava. Ma non lo feci.
Proteggerlo significava tenerne nascosta l’esistenza a tutti.
Questo è sempre stato il divario tra noi. La sua curiosità lo spingeva ad andare avanti, mentre il mio dovere mi tratteneva. Proteggere l’Artefatto significava restare separati. Lasciarlo è stata una decisione difficile.
La Fiamma tremola come ha sempre fatto, la sua luce è sempre mutevole. Ad alcuni potrebbe sembrare caotico o pericoloso. Ma io lo so bene. È questa la sua bellezza: una scintilla che si trasforma e cresce. Senza di essa, il mondo ristagna.
Eppure, c’è qualcosa che non va. Le anomalie che si diffondono attraverso i portali sono afferenti, fredde e senza vita. Mancano della scintilla della vita. L’Artefatto sta trattenendo questa forza, ma temo che non sarà sufficiente.
Il messaggio di Hank suscita in me qualcosa: speranza, forse. O follia. Una parte di me vuole credere che abbia davvero intenzione di aiutarci, che capisca la gravità di ciò che dobbiamo affrontare. Eppure, il mio istinto mi dice il contrario. Il suo tempismo è troppo preciso, troppo conveniente.
C’è un filo che collega Hank, queste anomalie e l’Artefatto. Non riesco ancora a vederlo tutto, ma è chiaro come il sole. La mia famiglia ha sempre creduto che l’equilibrio non si dà, ma si guadagna con il sudore e il sacrificio. Questo equilibrio sembra più fragile che mai.
Una lettera molto interessante quella che si potrebbe definire una “fiamma” o una ex-fiamma di Hank. La descrizione dell’Artefatto che le chiama “Fiamma” è però equivoca: dice che sembra caotica e pericolosa ma è inattiva, una scintilla che si trasforma e cresce ma in attesa. Teoricamente dovrebbe essere l’artefatto del mondo “anime” ma Hank lo aveva descritto come una scheggia nera… quindi perchè chiamarlo fiamma? Forse è un nome metaforico… staremo a vedere. Altra cosa: Se erano gli Azmati a conservare l’artefatto è possibile che la donna che scrive sia Jahan? Oppure la “fiamma” è proprio il secondo artefatto, quello conservato dalla famiglia di Jahan, i Jahaniti? Questa teoria è molto interessante, i due artefatti, duali e opposti potrebbero essere nello stesso universo, due in ogni universo, e conservati dalle famiglie diametralmente opposte alla loro essenza, gli illuminati conservano quello dell’ordine freddo e mortale, mentre la resistenza conserva quello caotico e vitale. Ha un suo senso…



[Trascrizione delle cimici di sorveglianza – Linea criptata].
Fonte: Agente @Takumi
Partecipanti: Dr. Maha Corvus (M) Hank Johnson (H)[Connessione stabilita. Solo audio]
M: Hank. Sono felice di sentirla.
H: Sì, mi dispiace di essere stato così difficile da raggiungere. Sono a caccia di qualcosa di importante.
M: Quella donna, quella che hai detto assomigliare a una persona che conoscevi e che è morta, ho fatto delle ricerche su di lei. Beh, lei fa parte della mia ricerca.
H: Cosa? Cosa intende dire?
M: Hank, sta funzionando. Qualunque cosa siano queste anomalie, stanno sbloccando percorsi… percorsi neurali che pensavamo fossero distrutti o inaccessibili.
Aspetta, Maha. Stai dicendo che hai trovato qualcosa? Con Devra?
M: Sì. Ho usato impulsi XM calibrati in base a ciò che abbiamo visto dai portali colpiti da MACHINA. Sta sbloccando… qualcosa. Oggi ha aperto gli occhi, Hank. Solo per un secondo. L’ho vista. Ho sentito una persona lì. È intrappolata, ma è viva.
È… incredibile. Non so nemmeno cosa dire.
M: È per questo che continuo a dirti, Hank, che le anomalie contengono risposte. Ci stanno mostrando come la XM può ricostruire ciò che è stato rotto. E io lo sto dimostrando.
H: Sai perché sono qui, Maha?
M: Stai cercando l’Artefatto che è la fonte delle anomalie.
H: Ce ne sono due. C’è un altro Artefatto qui. La Fiamma. In qualche modo fa parte di tutto questo, ma non capisco come. Un gruppo chiamato Vinaashis lo custodisce da generazioni.
M: Vinaashi… Vinaash. Distruzione?
H: Credono che l’Artefatto incarni il caos e la vita, un contrappeso all’altro. MACHINA. Ordine e quiete.
M: E la donna di cui hai parlato nel tuo ultimo messaggio, Jahan? La loro leader?
H: La sua famiglia ha custodito la Fiamma per secoli. L’ha tenuta nascosta. È la loro fede.
M: È ammirevole, a suo modo. La prospettiva di Jahan, la sua fede… è nobile, ma limitata. Entrambi sappiamo che la scoperta, il progresso e la comprensione non sono qualcosa che accade e basta. È una ricerca costante.
H: Lei non la vede così. Per lei, l’Artefatto non è qualcosa da… capire. Solo da credere.
M: La MACHINA si sta diffondendo. L’hai visto. Se questo Artefatto fosse il suo contrappeso, perché tenerlo rinchiuso servirebbe allo scopo che si dice abbia?
H: Cosa sta dicendo?
M: Sto dicendo che il passato era fatto di credenze e paura. E il presente riguarda la curiosità e la scoperta. Stiamo appena iniziando a scoprire di cosa è capace XM e come potrebbe trasformarci. Trasformare il futuro di coloro che hanno bisogno di aiuto.
H: Sta parlando di Devra.
M: Sì. E di quelli che seguiranno. Hank, so cosa vuol dire sentirsi persi. Quella sensazione di impotenza. Ma combatto quella sensazione quando imparo e scopro e la uso per guarire. Non posso curare quelli che abbiamo già perso, ma forse….
H: Hanno dedicato la loro vita a proteggere questo Artefatto.
M: E hanno fatto bene. Ma, Hank, il futuro deve sempre essere come il passato?
H: Ho bisogno di riflettere.
M: Mi fido del tuo giudizio. So che farai ciò che è giusto.
[Connessione terminata]
Particolarmente “influente” questa Dr.ssa Maha Corvus… Si comporta e parla quasi come una leader o un capo. Sicuramente il suo lavoro è il suo entusiasmo sono delle possibili motivazioni ma potrebbe anche essere una sorta di accolto illuminato. Il suo discorso comunque ha senso, se ora Machina si sta diffondendo perché non bilanciarlo con la Fiamma? Ma il mio dubbio resta: se entrambi gli artefatti sono in questo universo allora anche in Rubicon c’è ne sono due uguali? E anche in tutti gli altri universi e perché il nostro universo si è collegato con quello anime e non con altri?

Estrazione dall’audio recuperato
Destinatario: Dr. Akira Tsukasa
Oggetto: lxk26oenvajnir362rl
Riferimento: [df846tplucs59kwq]
Partecipanti: Dr. Akira Tsukasa(A)|Hank Johnson(H)|Makoto Midorikawa(M)
||||||||||||||
A: L’Artefatto Fiamma, analisi di prima mano. L’artefatto presenta una risonanza persistente a bassa frequenza, diversa da quella di MACHINA. Le osservazioni iniziali indicano una firma termica: un calore misurabile che si irradia in modo consistente. Composizione: Sconosciuta. La superficie sembra inerte, ma emette un impulso debole ma costante, quasi impercettibile… L’impulso sembra casuale, ma non lo è. È troppo… significativo. È troppo… significativo. Quasi anticipatorio.H: Ne parli come se fosse vivo.
R: Si comporta come se lo fosse. La risonanza dell’Artefatto sembra adattarsi agli stimoli esterni, in particolare alla vicinanza con noi.
M: O alla vicinanza con te, Akira. Lo stai scansionando senza sosta da quando abbiamo lasciato Madurai.
A: E non c’è di che per i dati.
H: I dati non spiegano perché Jahan me l’abbia lasciata prendere.
Hank. Non puoi pensarci troppo. Se hai ragione e questo artefatto può aiutare a fermare le anomalie…
Si è fidata della persona che pensava fossi. Non di quella che se n’è andata con l’eredità della sua famiglia.
R: I suoi sentimenti non cambieranno la natura di questo artefatto o il suo scopo.
H: Non è questo il punto, Akira.
A: E allora qual è? Perché in questo momento, ogni secondo che sprechiamo a dubitare delle nostre scelte, MACHINA si sta diffondendo. Tu vedi gli stessi dati che vedo io. Le anomalie stanno rallentando. È una coincidenza.
M: Penso che sia stata la decisione giusta, Hank.
H: Maha ha detto la stessa cosa.
R: Quello che hai descritto del lavoro di Maha sembra a suo modo rischioso. Non lo nego. Ma se le sue teorie sull’XM sono corrette, possiamo fare di più che riequilibrare la rete dei portali. C’è molto da scoprire.
H: Equilibrio. Anche Jahan ha usato questa parola.
M: Ma l’equilibrio non si ottiene così, giusto? L’equilibrio è stare su un bordo e spostarsi continuamente per non cadere.
H: L’hai visto? Nella Fiamma?
A: Sta reagendo. È come se ci sentisse.
H: Mi ha guardato prima che me ne andassi. Non con rabbia o paura. Era… delusione.
A: Forse era delusa da se stessa. Per non sapere se stava prendendo la decisione giusta. Fede e comprensione possono essere difficili da mantenere allo stesso tempo. Ma sapeva che era ciò che doveva accadere. Se io potevo vederlo da cento punti di dati, una persona perspicace come Jahan avrebbe dovuto vederlo da uno solo.
M: La fiamma. Sta facendo di nuovo quella cosa.
A: Forse è d’accordo.
E’ un po difficile da capire ma… per quale motivo Akira Tsukasa dovrebbe ricevere una trascrizione della sua stessa conversazione? Se la mia teoria non è errata stiamo parlando di due Akire diverse, quella della conversazione è Akira Tsukasa Rubicon mentre quella che ha ricevuto questo intel è Akira Tsukasa Anime… però se cosi fosse e Ank avesse portato ad Akira Rubicon anche il secondo artefatto significherebbe che questi ora sono nelle mani della stessa persona. Che non basti semplicemente avvicinarle? Oppure gli intel non stanno uscendo nel corretto ordine temporale?

[Trascrizione della sorveglianza – Laboratorio di Maha, sottolivello Theta].
Fonte: Dispositivo di monitoraggio della risonanza XM | Impiantato da @Takumi
Luogo: Laboratorio di ricerca MNEMOSYNE
Timestamp: [sq3me4nitsie5n75nx][Inizia il registro audio]
Maha: Portate dentro gli Artefatti con attenzione.
Hank: Sono stabili, per ora. Ma Maha, dobbiamo stare attenti. Questi oggetti non sono inerti. E Makoto ha visto qualcosa di preoccupante quando eravamo a Persepoli.
Maha: Cosa hai visto, Makoto?
Makoto: Un gruppo di anziani. Una specie di rituale. Glifi. Questi artefatti. Li hanno riuniti e… non lo so. Dopo di che è stato come se il mondo intero fosse finito.
(sotto questa riga è scritto qualcosa)Akira: Eppure, eccoci qui. A rappresentare non solo una realtà, ma molte.
Maha: Le tue visioni… Sembrano avere una predisposizione per il drammatico.
Makoto: Non posso dirti cosa credere, solo quello che ho visto. Mi ha fatto paura.
Maha: È per questo che dobbiamo fare questo lavoro. Per capirli. Se qui c’è qualcosa che giustifica cautela, sicuramente lo troveremo. La nostra strumentazione si è evoluta dalla civiltà della valle dell’Indo.
Mi spaventa l’idea che ci stiamo sbagliando. Che io abbia sbagliato a farlo.
Maha: Capisco i tuoi sentimenti. Ma se avessimo ragione? L’ignoranza è una quantità nota, Hank. La scoperta non lo è.
Akira: Il tuo atteggiamento è rinfrescante. La scienza non deve mai smettere di muoversi. In ogni caso, gli Artefatti sembrano stabili per ora.
Makoto: Per ora.
Akira: Se i loro stati inizieranno a cambiare, adatteremo la strategia.
Maha: Il laboratorio è pronto. Portateli dentro.
Se la cosa va storta…
Maha: Allora ci adatteremo. Tu sei illuminato, Hank, come lo sono io. L’evoluzione è cambiamento. Quindi cambiamo le cose. Come ho già fatto io.
Cosa vuoi dire?
Maha: Ho tenuto in serbo una piccola sorpresa per tutti voi. Puoi farla entrare?
Ciao.
Hank: Devra?
[Fine della trasmissione]